Un’emorroide al cervello

Avevo il cervello irritato a furia di pensare e concepire merda.
Mi era venuta un emorroide al cervello. O forse era un tumore.
Per ora la chemio aveva colpito solo una delle mie basette.
Attendevo con un camice da ospedale che lo Stato liberasse il mio corpo.
Dalla culla alla tomba sei proprietà dello Stato.
Con il water-boarding di liquido amniotico confessi che intenzioni hai, perchè vieni al mondo, con il ‘body scanner’ controlliamo se sei malato o armato.
Quando hai finito, nella tomba attacchiamo respiratori artificiali al tuo cadavere in decomposizione.
Dalla culla alla tomba sei proprietà dello Stato.
Il ‘durante’ è appaltato a dei privati.

Corpi ammucchiati dentro schedari attendevano di entrare in società.
Altri invece giacevano nel fondo del mare, ma la BP nascose tutto con la sabbia.
Staffette partigiane del dissenso borghese con slancio riformista attaccavano dei post it sui cadaveri etiopi.
Intanto un profeta pazzo steso in una panchina beveva scotch scadente dal Graal, avvolto dalle pagine della Bibbia.

Nessuno defecava più, la stitichezza si era impadronita di tutti.
Gente gonfia e nervosa vagava spaesata.
I tg predicavano calma e davano indicazioni sul vaccino di Stato
Rimpiangevamo i tempi delle file per le verità di Stato,delle sovrastrutture e dei navigatori satellitari etici in ogni cervello.

Ci furono provini per potenziali eroi del dissenso, gli aspiranti inviarono dei book fotografici.
Nel grande salone del dissenso erano tutti amici.
Pr di sé stessi organizzavano il dissenso e si esercitavano nell’ aggrottare le sopracciglia.
La troia con le cimici nella vagina venne cacciata dalla manifestazione e accompagnata alla stazione di S. Ilario.

Nelle manifestazioni spersonalizzanti ognuno portava con sè biglietti da visita per ricordarsi chi fosse.
Io sono uno stupratore lieve, visita il mio blog.
Io avveleno i fiumi con i liquami della mia fabbrica, visita il mio blog.
Io sono dell’ ufficio marketing dell’ AIDS. La ricerca ci vuole sconfiggere, aiutaci con un sms.

Mi recai all’ aperitivo del dissenso e feci harakiri, incisi il mio addome improvvisando un cesareo.
Ci fu una grande esplosione.
Merda dappertutto, frattaglie, ma sopratutto merda.
Brandelli di verità contro il salone asettico ed ovattato del dissenso.
Pulirono tutto in un attimo, la BP riversò vagoni di sabbia.

su www.mamma.am 28/07/2010