Crack.

Il Paradiso è fallito, hanno visto Dio che andava via con gli scatoloni.
Abbiamo assistito a scene surreali. Non dimenticheremo facilmente la processione profana dei preti che escono mestamente con i loro scatoloni in braccio. Hanno ancora tutti il colletto bianco.
“Abbiamo rispettato il codice di comportamento: fino all’ultimo bisogna portare sempre la tonaca e il colletto bianco si può allentare solo dopo le cinque ’.
Dio non ha fiuto per gli affari, ha sempre puntato sulla gente sbagliata.
Ha fatto un investimento sbagliato dopo l’ altro.
La religione ha pensato di avere il monopolio sulla morale. Ma ora questa convinzione si sta sgretolando.
Tutti i piccoli risparmiatori hanno in mente class action contro l’ impero religioso.
Alle porte del paradiso il padrone di un chiosco di ostie frequentato da broker religiosi, infuriato con gli intellettuali, ha preparato un cartello: ‘Qui non si servono liberi pensatori ’.
Ha spiegato: ’Hanno creato il panico, fatto scappare gli azionisti delle religioni quotate in borsa e ucciso una metafisica trascendentale che si poteva salvare ’.
Siamo alla fine. I dipendenti portano via tutto dai grattacieli, hanno avuto l’ ordine di non parlare con giornalisti.
Per risolvere la crisi si dovrebbe liberalizzare il mercato delle religioni, lasciare che il libero mercato confessionale faccia il suo corso.
Il prodotto più meritevole con logo più accattivante e slogan più azzeccato dovrà avere successo.
Invece gli statalisti vorrebbero l’ intervento di Dio.
Dicono:
‘Non si può pretendere di vendere qualunque cosa solo perché si è capaci di impacchettarla bene ’.

C’è chi passa le ore a spedire curricula ad altre religioni, chi calcola e ricalcola il disastro morale e chi finisce sui cornicioni del paradiso
C’è chi come garanzie alle banche può dare solo la sua vocazione. Ma quanto vale oggi?
Il mercato delle vocazioni è crollato. Le vocazioni  sono attestate al -97,2 %.
La linfa vitale del sistema religioso mondiale sta crollando, la disperazione umana supera i 100 dollari al barile.
Il contratto di locazione del paradiso sta scadendo e bisogna fare i conti di come si può sopravvivere nel mondo senza religione, cercando altro.
Il paradiso ha concesso mutui troppo facili, si accettava sempre più gente, fino a che non è scoppiato e c’è stata la bancarotta morale.
Speculatori qualunquisti e demagoghi approfitteranno della crisi per rastrellare il mercato della disperazione umana.
Santi broker in giacca e cravatta con quel loro fare cinico e presuntuoso lasciano la religione e se ne vanno via con stock options che non valgono più niente. Il mercato delle indulgenze ha subito tantissime perdite, bruciando svariati miliardi.
Un broker religioso mi ha confessato:
“Il nostro capo ci ha proposto di provare a venderci come squadra, abbiamo preso contatti con altre religioni offrendo la possibilità di prendere un team che è affiatato e ha un portafoglio clienti non indifferente. Nello stesso tempo però ognuno corre per conto suo, non c’è tempo da perdere”.
Ci sono milioni di persone in crisi spirituale, l’ effetto del fallimento si diffonderà presto, e gli azionisti dovranno trovare altre vie.
Pensavo che l’ ultimo investimento sbagliato fosse quello di Gesù: si fidò dell’ umanità che poi  si rivelò insolvente. Nonostante i buoni propositi dell’ ultimo bouffet aziendale con i dodici soci.

Pubblicato su Emme (L’Unità) 06/10/08