L’anima con gli addominali scolpiti.

Un divertissiment teo-ginnico mentre tutto brucia.

Su Il manifesto sardo.
L’anima con gli addominali scolpiti.

Lo spread tra religione e realtà è ai massimi storici.
Dopo attente ricerche di marketing la direzione del Vaticano ha deciso di fondare delle palestre cattoliche.
La prima palestra cattolica è subito strapiena.
Preti pregano di fronte a bilanceri:
“Con il tuo aiuto, o Signore, posso sollevare il mondo!”
Ogni lunedì gli iscritti alla palestra confessano i loro peccati di gola del fine settimana.
Quattro serie di Ave Maria, tre di Padre Nostro, trenta addominali e la coscienza è a posto.
Preti in sauna, nudi, con solo un colletto bianco, sfogliano riviste con foto osè di embrioni.
Il demonio sta in un angolo, ha un banchetto in cui vende steroidi.
Qualche prete cade in tentazione e rafforza le sue preghiere chimicamente.

Un personal trainer incita un flaccido frequentatore della palestra.
“Vuoi dimagrire?” “Non so, si, certo.” “La tua risposta deve essere sicura! Che i tuoi sì siano sì, che i tuoi no siano no” “Allora, vuoi dimagrire?” “Si, signore!”
I palestrati cattolici dicono cose del tipo:
“Il grasso è immorale”, “Darwin era un obeso, Marx e Nietzsche erano degli obesi, Satana è un obeso!” “Noi soldati di Cristo dobbiamo essere in forma per lo scontro finale con le forze del male!”

Dei preti sono disposti ordinatamente in fila. Un culturista con vestito da vescovo porge loro barrette energetiche come ostie.”Il corpo perfetto di Cristo”. “Amen”.
I preti ingurgitano energy drink contenenti il sudore di Cristo.
La sofferenza, lo sforzo fisico in palestra gli avvicina al sacrificio di Gesù.
Cristo è morto in una panca piana per i nostri peccati di gola e accidia.
E’ risorto dopo tre giorni spostando il Sepolcro con tre serie da quindici.

Una let machine rinchiusa in una teca di vetro è l’altare sacro.
Questa macchina è stata usata da Gesù in persona.
I testi sacri dicono che qua Gesù con l’aiuto di Dio e di barrette energetiche sollevò Gerusalemme.
Sulla panca è steso il vecchio asciugamano di Gesù: la Sindone.
Nella palestra ci sono ovunque foto di Gesù con gli addominali scolpiti.
C’è anche la foto di un G4 religioso dove si può notare lo spread di forma fisica tra le varie figure metafisiche. Il Gesù culturista è cosparso di olio, è in posa plastica con mani giunte, vicino a lui un Buddha grasso, sudato, con etichetta Made in China, mangia patatine,
Vishnù , in pessima forma, è in versione multitasking, con portatile, joypad, telecomandi vari, ipad e iphone, Allah, un arabo comune ma con faccia piena di pixel per non rischiare l’iconoclastia tiene una cintura esplosiva vibrante per smaltire il grasso.

Questa palestra cattolica si trova in aperta campagna.
Sul tetto c’è un Cristo in croce al neon che solleva dei pesi.
Un giorno avevo finito la benzina e mi sono ritrovato lì per puro caso.
Ho parlato con il padrone della palestra. Abbiamo avuto una lunga discussione ginnica-teologica che potrei intitolare:
“La forma fisica è frutto del libero arbitrio o è determinata da Dio?”
“Tutto ciò che siamo e abbiamo è merito di Dio e della preghiera” mi ha detto il padrone della baracca.
Io razionalmente ho fatto notare: “Tu non solo preghi di fronte agli attrezzi, ma li usi pure! Ciò che siamo è merito della nostra costituzione, dell’alimentazione e del movimento fisico”
“La nostra costituzione è un disegno intelligente di Dio, non è frutto del caso” ha ribattuto il padrone.
“Non credo di essere un suo disegno intelligente. Guardami: sono miope, debole e non so nuotare”
“Tu hai deciso di essere così, ma inizialmente siamo tutti uguali, potenzialmente siamo tutti dei palestrati”
“Macchè eguaglianza dei punti di partenza! Ti sfido a trovare una palestra iper-accessoriata in un villaggio del Niger”
“Rimedieremo. Porteremo anche in quei luoghi remoti la parola di Gesù palestrato, saremo missionari di fitness”
“Ascoltami: Se decidessi di diventare obeso o palestrato potrei farlo, è tutta questione di volontà. Dio non può nulla, perché non esiste”
“Dio è il mio personal trainer mi incita e motiva continuamente” ha risposto il palestrato cattolico.
“Ci troviamo in un cul de sac”, ho salutato e sono andato via.

Ma non è finita. L’ho presa sul piano personale.
Ho aperto un ristorante di fronte alla palestra cattolica:
un ristorante con le pareti trasparenti.
La gente della palestra mentre fatica vede i miei clienti strafogarsi di cibo fritto, grasso e unto dal signore che lavora in cucina.
La palestra sta fallendo, ora è vuota come una chiesa di città in un giorno feriale.
Faccio un sacco di soldi, ma non mi interessa lo sterco dei miei avventori cattolici.
Non sarò contento finchè i frequentatori della palestra non saranno tutti morti di diabete e affogheranno in un Diluvio Universale di colesterolo.
Perché non ci sono prove dell’esistenza di Dio, ma del colesterolo sì.

E ora proibite lo spazio!

Margherita Hack con il suo grazioso cappellino nucleare a forma di Odifreddi è la guida antispirituale della Società della Temperanza Materialista.
Oggi ha convocato una conferenza stampa in un chiesa sconsacarata, adibita ad osservatorio astronomico.
La chiesa di campagna è stata secolarizzata, dall’altare sbuca un telescopio gigante che scruta l’universo alla ricerca di Dio.
La cosa più simile a Dio trovata finora è una vecchia babbuccia sinistra di Prada appartenuta ad un suo portavoce glamour.

Le scimmie giornaliste non fanno domande, si limitano ad ascoltare, pendono dalle labbra dell’astrofisica come una radice quadra pende dal collo di un fondamentalista matematico.
M. Hack pontifica: “Oggi è un gran giorno. Da oggi è illegale vendere, fabbricare, e porco Darwin!, anche consumare la religione cattolica!
Salutiamo l’avvento di una nuova era, un’era sobria, pulita e razionale. Salutiamo l’avvento del proibizionismo!”

Cinghiali laureati in matematica pura danno fuoco a La buona novella di De Andrè e a Don Gallo,
mafiosi litigano con Don Ciotti su chi è più cristiano, ragazzine emo fissate con Twilight danno fuoco a coetanee che cantano nel coro della Chiesa,
affiliati di Medicina Atea stendono sul tavolo di Mengele medici cattolici obiettori e sezionano la loro coscienza, Lindo Ferretti va in autocombustione, gli atei-devoti vanno in crisi di dissociazione
e la loro parte atea dà fuoco alla parte devota, Giuliano Ferrara si ustiona, si cosparge di salsa barbecue e si divora.

Dalla caverna di Platone embrioni di Similaun vengono scongelati col fuoco e portati in laboratorio per sperimentazioni.
Per spegnere il fuoco non bastano mille canadair di acqua laica.
Il Vaticano sembra Venezia. Cinici Noè in gondole improvvisate fuggono con quadri di inestimabile valore.
Vecchi balconi ospitano nuovi tribuni.

Atlantide city:
“Quando la religione cattolica fu messa fuorilegge, i fuorilegge divennero i re”

La malavita non aspettava altro. Preti gangster gestiscono il contrabbando di bibbie e croci.
Osservatore Romano e Avvenire ora all’indice, circolano come fogli clandestini.
Le chiese sono diventate dei saloon, papamobili con vetri oscurati sfrecciano impunemente.
Le donne, i negri della chiesa, intonano gospel, spiritual, e jazz sacro con organi a canne.
I locali di preghiera sono chiassosi, altro che speakeasy!
Si invoca allegramente il nome di Dio, giovani discutono morbosamente della loro castità ingurgitando ostie psichedeliche, scambisti si scambiano i rispettivi peccati nel buio dei confessionali e i più trasgressivi provano per qualche minuto il protestantesimo.
Gangster con colletti bianchi, completi di seta e scarpe lucide giocano d’azzardo con i santini, con chierichetti portafortuna seduti sulle ginocchia.
Nei privè ci si autopercuote con delle fruste: “Si, signore, ho peccato, merito di soffrire! Il dolore mi avvicina a te”
“Anche disfarti del tuo macchinone e delle scarpe da migliaia di euro aiuterebbe” sussurra la tizia che pulisce i cessi.
“Come ha detto?” chiede il sadomasochista distratto dal suo sogno erotico.
“No, nulla, dicevo che spero di sgrassare quest’incrostazione dal cesso con l’aiuto del Signore”
“Ben detto sorella, la preghiera è quel che ci vuole, la preghiera.Tutto il resto, compresi quegli intrugli chimici, son del maligno”

Oh when the saints go marching in!
Oh, quando i santi marceranno!
Oh, quando i santi marceranno!

Scarface è il prete gangster italoamericano con le stigmate in faccia. Con la strage di San Valentino ha fatto fuori la concorrenza dei cattolici irlandesi. Ora è il padrone incontrastato del contrabbando e rilascia dichiarazioni alla stampa con disinvoltura: “Ho fatto i soldi fornendo un prodotto alla gente. Finchè ci sarà paura, insicurezza e morte ci sarà domanda di religione. Il mio Impero scomparirà dal mercato quando scomparirà l’uomo!

Questa mafia ha un suo codice morale. Si limita a contrabbandare la fede ma non vuole aver nulla a che fare con droga e prostituzione.
Le religioni di contrabbando fabbricate dalle sette criminali sono perfino più dannose delle vecchie credenze. Queste sono improvvisate, il trascendente non è fermentato correttamente e la metafisica è di pessima qualità.
I cittadini sono inermi e si limitano a delegare il potere a sbirri corrotti da bustarelle di fede.
La polizia si fa riprendere mentre spara su botti piene di vin santo.
Ma il sangue di Cristo non è l’unico sangue a scorrere nelle strade.

Ground Control to Major Tom.
Ten, Nine, Eight, Seven, Six, Five, Four, Three, Two, One, Liftoff.

I dirigenti delle società offshore riconducibili a Dio e rispettivi prestanome sono stati scovati e internati in campi di rieducazione gestiti da Stephen Hawking.
Hawking, con la testa inclinata a destra come Cristo sulla croce, esclama:
“Se Dio esistesse ora starei gareggiando contro Pistorius canticchiando in falsetto Starman di David Bowie! E ricordate, sostenete il proibizionismo perché:
Se la religione, come l’alcol, è  una stampella, la scienza è come una sedia a rotelle elettrica, con vocoder incorporato”

Astronauti cattolici scampati alla rieducazione partono con la Mayflower II alla ricerca di pianeti ospitali in cui poter liberamente professare ed imporre il loro credo.
Nel tetto dell’astronave campeggia un Gesù aerografato con casco da astronauta e corona di spine.
Un cane pastore tedesco con una tiara di swarowski, e non di spine, viene sparato nello spazio come cavia.
Finalmente la prima colonia cattolica si insedia in un pianeta ospitale con tracce d’acqua santa.   Fosse comuni come crateri lunari sono catacombe piene di fossili di protomartiri.
Gli indigeni alieni paiono embrioni, o dei bellissimi feti malformati, figli di Dio.
Space Oddity di David Bowie è cantata nelle chiese come un coro gregoriano, e viene
intonata a cappella da bambine e bambini biondi vestiti come i primi puritani salpati in America.
Una grande croce nera scende dal cielo come il monolite di 2001 Odissea nello spazio.
Da ora può iniziare la nuova civiltà.

Probabilmente gli esuli cattolici non hanno mai viaggiato nello spazio.
Tutto questo è falso, non è mai successo ed è stato girato negli studios del Centro Televisivo Vaticano.

Sul BiLE N/2 – Non nominare il nome di Dio invano.
Clicca qui per scaricarlo
.

(Troppo Boardwalk Empire e troppo David Bowie rendono Tabagista pazzo furioso)
07/11/2011

Wall Spleen

Una notte a Wall Street un camion di debiti si scontrò con un camion di speculatori: così nacquero i derivati.

In tempi di crisi Wall Street è il muro del pianto dei broker di origini ebraiche.
Il mondo W.A.S.P. di Wall Street rischia di essere infettato da operatori di borsa giudei.
I cospirazionisti sono convinti che le twin towers siano crollate dopo un fallito tentativo di circoncisione da parte di attentatori ebraici.
Per rispetto alla comunità ebraica i dietrologi smetteranno di delirare sui complotti sionisti durante lo shabbat.

In tempi di crisi piccoli imprenditori si recano in banca con carriole piene di dipendenti con relative famiglie, come garanzia.
La garanzia è un sacrificio umano da immolare ai sacerdoti della Banca.
E’ complicato ricevere udienza in banca, i clienti fedeli prima di entrare si tolgono le scarpe, in segno di rispetto.
Stupende vestali con make up rituale lasciano opuscoli informativi all’entrata.
Strauss Khan si aggira furtivo con gli occhi da profanatore, pesante come un blogger fissato col signoraggio.

A Wall Street artisti non collocabili sul mercato hanno eretto un muro che li divide dagli operatori di borsa.
Il Wall Spleen divide questi artisti ancorati al reale da quegli inguaribili sognatori della finanza.

Un broker romantico lavora un derivato d’argilla (suppongo che i derivati siano degli oggetti informi d’argilla), e un sacco colmo di denaro virtuale e stock options lo abbraccia da dietro.
“Unchaine Melody”. Senza catene, lacci e lacciuoli, proprio come il mercato.

Il self made man non è stato creato da un Dio. E’ una persona razionale che si è letteralmente creata da sola, tramite masturbazione.
Giornalisti economici si recano in processione a Francoforte attendendo il miracolo: l’apparizione della lettera segreta della BCE. Nell’ambiente girano molte versioni apocrife.
I giornalisti leccano cocodrilli psichedelici della Lacoste e finalmente vedono Trichet avvolto in un lenzuolo che legge le Tavole della Legge.

I film propagandistici sono affidati a Mel Gibson.
Il più famoso vede protagonista un profeta liberista ucciso da broker ebrei, morto per le nostre mancate privatizzazioni.
Durante il film scorrono velocissimi sottotitoli: nasdaq, indici mibtel, dow jones e titoli di borsa.

Piccoli azionisti si riuniscono per comprendere i misteri, le dinamiche ancestrali e le forze oscure che muovono il Mercato.
Tirano fuori la tavola Ouja e cominciano a comunicare con gli spiriti, la mano invisibile del mercato muove la tavola tra l’inquietudine degli astanti.
Una telescrivente impolverata prende vita, i fogli escono a raffica: “compra, vendi, compra, compra, Obama sarà un one-term President”
Ronald Reagan parla attraverso la tavola Ouja: “deregolarizzate il Super Bowl, levate gli arbitri.
E abbattete il muro dello Spleen! Quotate l’inquietudine, l’ispirazione, le ambizioni, l’avidità, i rancori degli artisti, quotate tutto ciò che conoscete!”
Gli artisti che si ostinano a proporre le loro cose al Mercato, senza togliersi le scarpe in segno di rispetto, vengono fucilati sul Wall Street.
I piedi dei martiri vengono amputati e posti nel museo della memoria, una specie di Hall of Fame.

Squali della finanza si aggirano in un mare di denaro liquido, si intravede la pinna della loro ventiquattrore.
Quando sentono sapore di fallimento accerchiano l’insolvente e lo scorporano, lo spappolano, lo divorano.
Ma cosa c’è dentro quelle ventiquattrore? Un broker pentito un giorno aprì la sua. Una luce accecante irradiò l’intera stanza:
era un derivato.
Il broker pentito finì in carcere per diserzione.
Oggi si è impiccato con i lacci delle scarpe. Ed è strano in un sistema contrario ai lacci e lacciuoli.

Sul numero uno del pdf del Bile. (17/10/2011)

Log-out

Fumo erba sempre più raramente. Mi stava fottendo la memoria.
L’ultima volta ho fumato un’erba strana. Ho visto la storia dell’umanità seguendo il viaggio di una mela.
Tutto ebbe inizio con il peccato originale:
“Adamo non cogliere la mela!” La mela cadde dall’albero e finì sulla testa di Newton. Guglielmo Tell lanciò una freccia e trafisse la mela. Magritte mise una bombetta sulla testa di Newton e cominciò a dipingere. La strega avvelenò la mela, un attore la prese e le diede un morso per una pubblicità di un dentifricio. Cadde in un sonno profondo, si risvegliò con una canzone dei Beatles, fondatori della casa discografica Apple. Sono a New York, nella Grande Mela, twitto sul mio iphone dell’Apple: “che botta!”
Mi sono risvegliato tre giorni dopo al funerale di Steve Jobs con un costume da bruco.

Su Il Male di Vauro e Vincino (14/10/2011)

Un Default imperfetto

Un utente Facebook ricarica ossessivamente la pagina, attende invano un segno, un poke di Dio.
Non esiste nulla. Può continuare a far coltivare il suo orto di Farmville a qualche utente  marocchino. Rinuncia a caricare la nuova applicazione “coscienza”.
E’ stanco. Esce dalla sua stanza fatta di notebook, facebook, e film in streaming.
Dopo circa un’ora, la realtà, le macchine e la gente nei bar si bloccano.
Un f16 italiano in partenza per la Libia scrive nel cielo a caratteri cubitali:
“Hai raggiunto il limite di 72 minuti fuori dalla tua stanza”.
E’ scattato il coprifuoco.
Solo chi supera una certa soglia di reddito può staccare e riattaccare il terminale e aggirare il limite.

La gente vive in palazzoni tutti uguali.
Di notte ogni compartimento è illuminato, la gente gira su se stessa.
Da fuori sembrano omini dentro forni a microonde.
Ogni tanto qualcuno si spara in bocca, da fuori sembra vedere saltare il pop corn nel microonde.
Uno spettacolo che non è più spettacolo, ma normalità, e pop corn: un bel binomio.

Ogni anno si butta tutto giù per ricostruire tutto uguale.
La gente in passato costruiva torri altissime per avvicinarsi a Dio, ora, per lo stesso motivo le butta giù. Si commemora ogni singolo mattone frantumato come farebbe un pro-life con un embrione.

La piazza borsistica della compravendita d’organi è affollata.
Broker e speculatori fissano elettroencefalogrammi piatti sperando in rialzi improvvisi.
I clandestini fanno la fila al body scanner per l’inventario del corpo
A Lampedusa c’è il discount degli organi..
Le bare sono scatolette di tonno. Le apri, fai scolare l’olio formatosi nella bara, un
guanto di plastica e ti servi.
I sacchetti però te li porti da casa. Presto la plastica sarà eliminata del tutto.
Fuori c’è una coppia di sposi. Un ricco settantenne italiano e una playmate tedesca. Il divario tra loro si chiama “spread”. Al paraurti della limousine hanno attaccato degli avvocati divorzisti molto rumorosi.
“Ho sempre desiderato andare nella romantica Venezia” dice un clandestino ispirato dalla visione.
L’impiegato del discount: “Sei fortunato. Quel milionario ha bisogno di un cuore nuovo. E indovina dove farà il viaggio di nozze?

C’è un’offerta al supermarket: dopo un certo numero di bollini vinci altri bollini.
Tra i premi c’è pure uno stock di frasi caustiche contro il consumismo.
Al gusto di limone. Il supermarket, gli scontrini, i carrelli, pure le cassiere sono al gusto di limone.
Il Dio del supermarket è un eroinomane con un limone inesauribile, la sua siringa lascia segni di codice a barrre sulle braccia.
Il limone è il frutto legalizzato di Dio. Esso è causa della stitichezza di Dio, a causa sua non crea più nulla.
La fila alla cassa è lunghissima, sembra che stiano distribuendo metadone
I clienti chiedono alle cassiere sorridenti nuove religioni in promozione, se fai convertire un amico, in omaggio indulgenze, assoluzioni plenarie e un set di pentole
La gente mette un euro per il carrello, entra nel market, ma non lo riempie.
Esce, e si riprende l’euro.
Come pagarsi per masturbarsi.
Carrelli come juxebox. Ma con la stessa eterna nenia.
Ora anche i jukebox all’idrogeno sono inoffensivi, ricevono pure aiuti dallo Stato .

Gli uomini in default sono ora manichini senza occhi, se ne stanno disposti ordinatamente in un grande campo di grano. Di fronte a loro vetrine sature di oggetti lussuosi.
Le donne insolventi sono nel reparto surgelati dei supermarket. In certi posti puoi entrarci solo da merce, ed è un sogno, un’aspirazione.
Qualche altro corpo in default è usato per la sperimentazione di cosmetici e pillole dimagranti
Manichini senza un filo di grasso con le facce imbellettate pesantemente, violentemente, da trucchi sperimentali. Fallimenti imbellettati.
“E’ sempre stato il mio sogno avere una taglia 36″ pensa una. Perché sono manichini, ma pensano ancora.
A volte si sta ore senza pensare o agire. Ed è allora che parte lo screen saver nella testa.
Vista l’impossibilità di cambiare complesse sovrastrutture un riformista decide di cambiare il suo screen saver.

Un tizio è nel limbo pre-fallimento.
E’ stato saccheggiato e devastato come la Libia, ma senza business della ricostruzione dietro.
Senza consulenti d’immagine o gente che gli rifacesse il look, senza esperti cromatici che gli consigliassero gli accessori da abbinare ai suoi occhi verdi, senza gare d’appalto falsate per la pulizia del viso.
Un burocrate lo tiene al guinzaglio, ogni tanto lo porta fuori a fare i bisogni qualunquisti, a sfogarsi, maledire il governo, i politicanti e la promiscuità sessuale.
Dietro di lui responsabili di agenzie di rating gettano dai burroni dei corpi inutili, senza più nulla da dare.
Le cimici lo seguono dappertutto. “Sono le microspie dell’FMI, mi osservano, controllano che non compri niente. Oppure sono cimici reali: anche la natura mi ha scaricato, anche per la natura sono un cadavere. La mia prossima mossa sarà chiedere un mutuo subprime sui miei cartoni da barbone. Mi formatto, mi rispedisco all’assistenza, anzi, no: mi sa che mi compro un cane”.

L’ultima cosa vera restata al mondo sono i disastri naturali: uragani, tsunami, terremoti.
Sono le ultime cose non progettate, non quotate in borsa, le ultime cose non risultate in seguito ad accurate ricerche di marketing.
Democrazia sostanziale per ogni target di consumo.
La natura: l’ultima risorsa contro il positivismo relativista.
Ecco di cosa aveva bisogno: di sovrastrutture sicure, di essere commissariato da un tutore, da un burocrate, dall’FMI!
Da qualcuno che ogni mattina gli facesse il nodo alla cravatta.
Ma non una madre, una sorella, una ragazza. No, voleva un freddo tecnocrate della banca mondiale.

Conigliette di playboy escono dal cilindro di un mago.
Paiette e lustrini  luccicanti contro il grigiore del racconto.

Tecnocrati lo scuotono a testa in giù finché non vedono cadere anche l’ultimo spicciolo, l’ultima delle sue convinzioni morali, dei suoi pregiudizi, delle sue velleità, dei suoi tabù, l’ultimo suo congiuntivo.
“Senza i miei cibi precotti, il mio microonde, i miei film in streaming e il sesso occasionale cosa sono?” pensa un manichino.
“Quando perdi tutto, e non hai più nulla, ecco che sei davvero libero. Siete liberi!”, urla e ride un burocrate rivolto ai manichini nel campo di grano.
Per lui è finita. Ma intorno a lui ragazzette continuano a riparare unghie a domicilio per 15 euro.

Su scaricabile.it (14/09/2011)

Evasione.

Uno scarafaggio è in una cella di un carcere italiano.
Si trova lì da quattro mesi in attesa del processo, non sa neanche di cosa è accusato.
E la cosa ironica è che non ha mai letto Kafka.

Nell’istituto penitenziario “Dei delitti e delle pene” stanno perquisendo il nuovo arrivato.
Una guardia indossa un guanto di lattice e gli ispeziona la cavità anale.
All’interno trova la sua dignità. “Questa deve lasciarla qui, non può portarla dentro”.

Il detenuto viene portato dallo psicologo per il colloquio.
Lo psicologo è chiaro: “Detenuto, la sua cella è troppo piccola, dovrà lasciare qui in infermeria le foto, i libri e il suo es”.

Lo Stato ha appaltato ad una società privata la gestione della mente dei detenuti in isolamento.

-Decimo giorno di isolamento.

Il detenuto percorre il miglio che lo separa dall’infermeria alla cella.
Gli altri detenuti urlano: “uomo vivo che cammina!”
L’uomo vivo entra nella cella. Il ministro ha portato il lenzuolo, una guardia lo annoda a mò di cappio e lo porge al detenuto, il cappellano gli accarezza la fronte, paterno.
Il direttore del carcere posa in terra una pila di scartoffie, il detenuto ci sale su e lega il lenzuolo alle inferriate della finestra.
Senza pensarci troppo sposta con i piedi le scartoffie e rimane sospeso.
Il direttore suda, annaspa, si allenta la cravatta troppo stretta, si affatica a firmare tutte le scartoffie prima del decesso.
Il detenuto non si decide a morire, si sta strozzando ma l’osso del collo non si rompe.
Il medico del carcere è lì, il detenuto lo fissa come se invocasse un suo gesto di clemenza, un’iniezione, un qualcosa che metta fine all’agonia.
Ma il medico non può, è un obiettore di coscienza.
“Non posso intromettermi, la volontà di Dio faccia il suo corso”, il cappellano annuisce.
Dopo quindici minuti di agonia, il detenuto muore.

Il cadavere viene portato in infermeria. “Peccato, qualche minuto prima e l’avremmo potuto salvare” osserva un infermiere. L’infermeria è piena, a molti è stata diagnosticata una grave forma di Fini-Giovanardi.

Il detenuto sente i rumori dei cancelli che si aprono.
Ma non sono quelli del carcere, sono quelli di San Pietro.
Un attore di uno spot gli offre un caffè.
Il detenuto lo assaggia, finge di apprezzare ma pensa: “Solo in carcere lo sanno fare”.
E’ un intermezzo stupido. La ditta appaltatrice dei deliri piazza pure degli spot tra una visione e l’altra.

I famigliari potranno vedere il detenuto morto negli orari di colloquio. Ma da dietro una teca, un vetro divisore.

-Trentatreesimo giorno di isolamento.

Il detenuto vede un giudice di una serie tv americana che con il suo martelletto crocefigge Gesù.
“Condannato”. Pilato si lava le mani nella fonte battesimale.
Il pubblico pagante osserva, si indigna, aderisce a gruppi su facebook per salvare il nazareno.
Il loro peccato originale è caduto in prescrizione.
L’uomo più indignato si alza e attacca alla fronte del nazareno un post it con su scritto: “I.N.R.I.”
Aggravante: il detenuto nazareno partecipò alla rivolta del carcere. Testimoni lo videro sbattere il suo santo Graal sulle sbarre svariate volte.
Gesù chiede di parlare, ma si rifiuta di giurare sulla Bibbia. Per farsi due risate e umiliarlo un po’ i giudici lo costringono a giurare sul “Codice da Vinci”.
Al nazareno viene concesso all’istante l’ultimo aperitivo prima della condanna.
Il condannato beve e s’abbuffa senza ritegno. Leonardo da Vinci, il disegnatore del tribunale, dipinge l’ultimo aperitivo.
Ogni dattilografo del tribunale scrive la sua versione dei fatti, ma è la realtà ad essere apocrifa.

Un detenuto musulmano si incazza per questa visione.
La ditta che ha vinto l’appalto dei deliri dei detenuti non rispetta le altre religioni. “Voglio una visione col profeta Mohammed!”
La ditta si scusa, comunica che sta lavorando a dei prodotti anche per quel target di detenuti.

-Ottantaseiesimo giorno di isolamento.

Nella cella sta per iniziare un dibattito sulla questione delle carceri.
Modera lo stesso detetenuto che esordisce:
“Buonasera, stasera grandi ospiti: la muffa sul soffitto, un mister Jingles provinciale che non sa fare nessun giochetto,
il signor Ex Cirielli, un’infermiera molto carina e gentile che vidi il mio primo giorno di galera, una guardia penitenziaria che si tolse la vita due annni fa,
Bill Murray con i capelli bianchi che ride (è l’ultima cosa che ricordo prima dell’overdose), mio figlio che non vedo da quattro anni e un bravo avvocato che non posso permettermi”.
Parte una pubblicità di lacci di scarpe, lamette da barba e telefonini, tutte cose che il detenuto non può avere in cella.
“Dalla regia ci informano che mio figlio non può essere con noi stasera, la madre non ha acconsentito”.
Inizia il dibattito. La muffa sul soffitto è eloquente, il signor Ex Cirielli non esiste, non è neanche un nome, l’infermiera non è mai esistita, il cachet di Bill Murray è troppo alto e questa sceneggiatura è troppo modesta per lui.
Dall’inizio dell’anno ci sono stati 29 suicidi in carcere.
La guardia morta suicida non c’è, sta assistendo al plotone di suicidi. Ventinove detenuti cadono uno dopo l’altro, come un domino.
La guardia si porta il lavoro a casa, prepara il cappio, sale sul libro “Dei delitti e delle pene” di Beccaria, calcia il libro e chiude il domino.
Uccidersi a casa è gentile nei confronti dei colleghi. Il problema non è più del penitenziario, niente scartoffie.
“Il bravo avvocato che non posso permettermi” ovviamente non può essere presente al dibattito, al posto suo però c’è l’avvocato d’ufficio, ma è muto.
Intanto il mister Jingles provinciale e senza talento è immobile, guarda il detenuto, sembra dirgli “cosa ti aspetti da me, dei numeri da circo? Confidi più in me che nel tuo avvocato.”
Detto questo, il topo senza talento rosicchia un pezzo di muro.

-Modeste proposte.

Il carcere è sovraffollato. Sembra un tetris umano. Ogni tanto qualche mattoncino del tetris scompare perché ha finito di scontare la pena, o perché è morto.
Quando succede il carcere guadagna punti e si torna a respirare.
E’ un sistema che si autoregola.
Non è mai successo che i corpi del tetris arrivassero fino in cima, il gioco non può finire.

Nel caso è previsto un Piano b contro il sovraffollamento: i detenuti saranno trasferiti fuori dalle carceri, i cittadini rispettabili si rifugeranno nei penitenziari.
Da sempre i cittadini rinunciano a un po’ di libertà per più sicurezza. Stavolta si tratterebbe di rinunciare assolutamente alla libertà, per un’assoluta sicurezza. Chi terrà una cattiva condotta all’interno del carcere sarà punito con l’ora d’aria.

-Reinserimento.

Una cella si apre, il detenuto non riesce neanche ad aprire gli occhi, sente solo:
“Detenuto, l’isolamento è finito, può uscire”.

Su www.mamma.am (30/06/2011)

Habemus Papam II. L’idea dei Queen.

“Buon pomeriggio Santo Padre.
Da quanto tempo è che non si confessa?”
“Lo sa bene. Sono due settimane, faccia poco lo spiritoso”.

“Io le parlo in sincerità dottore, ma non voglio essere giudicato. Mi rimetto al giudizio divino, è il mio giudice naturale”
“Di questi tempi gli imputati eccellenti si scelgono i giudici. Come Lui”
“Bene, oltre che ateo lei è pure di sinistra, e tolga quella “L” maiuscola, empio alchimista della psiche”.
“Strizzacervelli mi piace di più”.

“Come va con il prozac?”
“Proprio di questo volevo parlarle. Non funziona.
Ad un free drink, nel privè della sacrestia, ho messo il prozac nel vino dei chierichetti ma quelli sono rimasti coscienti.”
“Santità, il prozac era per lei. Per i suoi sbalzi d’umore.”
“Appunto, di solito dopo sono molto più sereno, tanto poi mi confesso da lei.”

“Dottore, mi ascolti.
Tempo fa ritrovarono un vangelo apocrifo scritto da un sumero pre-freudiano.
In questo scritto si fantasticava sul complesso di Edipo di Gesù.
Gesù in adolescenza sognò di uccidere il padre e di congiungersi carnalmente con la madre.
Gli estrattori di ”Inception” vestiti come guardie svizzere cercarono di eliminare quest’idea non naturale, indegna per un Messia che si rispetti.
Per capire il confine tra sogno e realtà si servirono di un crocefisso usato come totem.
Gli estrattori riuscirono a modificare i ricordi di Gesù e lo convinsero a dividere l’eredità Cristiana con la Chiesa Cattolica”.
“Ecco perchè nelle scritture non c’è traccia dell’adolescenza di Gesù.
Non volevano fare uno spoiler millenario di Inception”
“Esatto, non immagina neanche quanto sia potente la Warner Bros”.

“Comunque, dopo il fattaccio, Gesù andò a cercare se stesso in una comune hippy in Israele, una sorta di kibbutz pieno di funghi allucinogeni.
Si fece tatuare un tribale in fronte, in futuro portò male.
La gente sapeva chi fosse, lo chiamavano Super star, era circondato da groupies, e all’epoca non aveva ancora incontrato Andrew Lloyd Webber”.

“Le dico tutte queste cose perchè so che è vincolato dal segreto professionale. Come me”.

“La smetta di delirare, mi ascolti.
Lei ha raccolto un’eredità pesante. Wojtyla era un po’ come Mourinho. Immagino avrà avuto paura di fare la fine di Benitez”
“Che simpatico umorismo alla Chiambretti. Inizialmente il confronto mi faceva paura. Pensai perfino di copiare l’idea dei Queen:
continuare a fare tour mondiali anche dopo la morte del front-man, come Brian May e Roger Taylor senza Freddy Mercury.
Avrei fatto dei grandi show, mi sarei esibito con  la salma di Wojtyla in una teca.
Sarebbe stato sublime, divinamente kitsch”
“Certo.”
“A questo proposito ho fatto un sogno:
Mi trovavo in un supermarket pieno di gente perché le indulgenze erano in omaggio con i fustini di ammorbidente.
Nel banco frigo vedo la salma del polacco”
“Papa Wojtyla”
“Esatto, il polacco. Lo compro e lo porto al conclave.
Imbandiamo una grande tavola, e insieme a tutti i cardinali ne divoriamo la carne.
Il cardinale Martini invece mangia un’aragosta e ci guarda inorridito.
Ma io gli faccio notare che la carne una volta scongelata si deve finire, non si può mica rimettere in freezer.”

“E dopo questo sogno qual è stato il suo primo pensiero?”
“Che non temo il confronto, dottore. Ma il mio funerale sarà sicuramente in forma privata.”
“Ah, il funerale di Wojtyla è già finito?”

Su www.scaricabile.it (09/02/2011)

Habemus Papam. Sono una terapia

Il Pontefice ha dovuto affrontare una grana dopo l’altra; per ritrovare la serenità ha deciso di entrare in analisi, per lasciarsi andare in quelle che ama chiamare le sue  ”confessioni laiciste”.

Sono una terapia, sono una terapia.

”Salve dottore”
”Salve Pontefice, scusi la franchezza, perchè ha preteso uno psicologo ateo?”
”Perchè sono stanco di essere adulato, esigo sincerità”
”Perfetto, possiamo iniziare.”

”Ah, dottore, non tenti ipnosi o giochini del genere. Ho ipnotizzato più gente io agitando un crocefisso che tutti gli psicologi del mondo con un pendolo.
Quindi non mi tratti come un bambino. Altrimenti comincerei a masturbarmi. E sarei costretto a trasferirmi in un’altra parrocchia, in un altro Vaticano.”

”Pontefice, continui, parli pure a ruota libera, la ascolto.”
”Mettiamo le cose in chiaro, si tenga le sue finte credenze e la sua empia trinità fatta di es, io e super io.
Il mio es, caro dottore, ha il cilicio.
Freudiano da strapazzo, so come ragionate, vedete sesso dappertutto.
Vedrebbe del sesso perfino in un’immagine innocente come un chierichetto inginocchiato che porta alla bocca il corpo di Cristo dalle mie mani. Sfamarsi di vita, ingoiare, sa che  sarebbe un sacrilegio masticare o sputare la vita.
Siete in balia della malizia, il vostro pansessualismo è una delle ragioni del declino occidentale.”

Joseph Ratzinger si sistema il sobrio catenone da rapper e aggiunge:
”Parlare con lei è meglio che pregare. Quando uno prega non riceve risposte invece lei è una persona reale, mi posso confrontare, avere riscontri immediati, dico bene?”
Silenzio. L’analista prende appunti o finge di farlo.

L’analista con molto tatto provoca:
”Le vocazioni calano in borsa, nelle pareti delle scuole pubbliche campeggiano i loghi di Google  al posto dei crocefissi.
La chiesa cattolica scomparirà.
Tra 50 anni simboli come il crocefisso saranno solo macchie di Rorschach usate da noi psicologi per far riaffiorare passati abusi sessuali.”
Il Papa non si scompone:
”Finché ci sarà l’uomo ci sarò anch’io, io sono la terapia. Ehi, sono steso in questo divanetto da più di un’ora, mi stanno per venire le piaghe. Forse anche Cristo entrò in analisi, la Sindone potrebbe esser stata il copri divano.”

”Pontefice, mi racconti il primo sogno che le viene in mente.”
”Oh bravo, aspettavo che me lo chiedesse.
Parcheggio la papamobile, entro in una libreria di obiettori di coscienza con dei baffi finti e chiedo ”L’evoluzione della specie” di Darwin. Il commesso si tramuta in scimmia e mi lancia vecchi libri messi all’indice. Esco fuori, ma sul parabrezza trovo il Crimen Sollicitationis. Portano via la papamobile. Mi ritrovo in un gran deposito. Davanti a me migliaia di scaffali, un archivio immenso. In ogni cassetto c’è un bambino, richiudo tutto e corro via.
Ho concluso dottore.
Curioso, stavo per dirle: Mi assolva.”

Sul sito del Bile www.scaricabile.it (26/01/2011)

Le 120 giornate di Arcore.

Signore addobbate con trucco pesante e bigiotteria sembrano chiese di campagna con insegne al neon.
Sono in fila fuori dalla residenza di Arcore, tengono le figlie per mano.
Negli anni’30 i patrioti donarono l’oro e le fedi nuziali alla Patria.
Ora donano gioielli, con le figlie attorno.
Una troupe televisiva ha ritrovato Yara e ora i genitori commossi la consegnano al Premier.
Il premier con la fascia tricolore procede al taglio dell’imene e ringrazia.
E’ tutto normale, come la nuova Costituzione Italiana pubblicizzata da Lele Mora.

Ida Dalser, la prima moglie del Presidente e Veronica Lario fanno amicizia in un manicomio.
“Chi” pubblica delle foto che le ritraggono mentre fanno gli occhi dolci a dei giovanotti.
Anche se dallo sguardo sembrerebbero sedate e sorrette da infermieri.

Il premier racconta le sue solite storielle. Con le più giovani è molto galante, le accoglie sulla soglia e apre loro la portiera del triciclo.
Sulla sifilide dice alle madri: “E’ una malattia che è meglio prendere da piccoli, se si prende da adulti è peggio”
La maggior parte di ragazze arriva con gli occhi oscurati dai pixel, poi il Premier inserisce una carta di Mediaset Premium in un orifizio e gli occhi tornano chiari.
In uno studio televisivo dismesso Il Presidente organizza delle gare tra ragazze.
La ragazze danzano e mimano scene di sesso, vince la più convincente, la più conturbante.
L’ultima che ha vinto non ha potuto ritirare il premio perché era passata la mezzanotte e sul palco è salito il padre.

Il Presidente si difende: “In fondo è come adottare ragazze bisognose da un book fotografico di Action Aid”.
Sembra di stare dentro “Lolita” di Kubrick, ma il remake dei Vanzina.
Alcune ragazze sono fuggite e hanno chiesto asilo politico a Repubblica.
Per ora sono nascoste nella colonna destra di Repubblica.it.
Anche Eugenio Scalfari le paga, in cambio loro si fingono interessate alle sue lezioni su Baruch Spinoza e agli articoli di Pannunzio tratti da “Il Mondo”.

Intanto qualcuno spera che i magistrati sequestrino Berlusconi e l’Italia per oscenità, come fecero con “Le 120 giornate di Sodoma” di Pasolini.

Sul sito del Bile (19/01/2011)

Su Il Manifesto (Selezionato per il concorso blog.notes)